Testa tra le nuvole, filosofeggiando, ma piedi ben piantati a terra, ovvero.....
Federico verso Santiago.
Da lourdes a Santiago

 

Lunedì 4 settembre alle ore 6.30 dall'aeroporto di Orio al Serio Federico parte per Lourdes . Alloggia all'Hotel Cristo Re, visita la Grotta e la città. 5 settembre inizia il suo cammino verso Santiago, percorre circa 18 Km. attraverso campi e boschi e arriva verso sera a Lestelle ed alloggia presso i Padri della Madonna di Bethrram.

Nel comune di Lestelle-Bétharram, ai piedi dei Pirenei, sorge il santuario mariano di Bétharram, luogo che nel secolo scorso divenne il centro da cui ebbe inizio la Congregazione fondata da san Michele Garicoïts (Preti del S. Cuore di Gesù di Bétharram). La regione è particolarmente cara alla Madonna. Secondo alcuni autori, le origini del santuario di Bétharram risalgono all'XI secolo, quando, sotto l'impulso di san Bernardo, ovunque in Europa sorsero centri di devozione e di fede mariana. I crociati, che ritornavano dalla guerra contro i Mori in Spagna, si inginocchiavano ai piedi della Madonna per ringraziarla dei successi ottenuti e per farle omaggio del ricco bottino di guerra. Bétharram divenne inoltre una delle tappe principali dei pellegrini che dalla Francia e dall'Europa intera muovevano verso il santuario di Compostella in Spagna. Il nome appare, nella sua forma di "Gataram" per la prima volta nel 1493.Attorno a questo luogo la tradizione popolare attesta la presenza di tre diversi miracoli attribuiti alla Vergine Maria.
1.Un giorno alcuni pastori conducevano al pascolo il loro gregge sulle rive del Gave quando improvvisamente la loro attenzione fu attratta da una luce che proveniva da alcune rocce in riva al fiume. Accorsi sul posto, si trovarono dinanzi ad una immagine della Vergine Maria. Avvisati della scoperta gli abitanti di Lestelle, si decise di costruire una piccola cappella a ricordo. Poiché il luogo del ritrovamento fu ritenuto non adatto ad una costruzione, i pastori edificarono la cappella sulla sponda opposta del Gave, ma non vi riuscirono. Ogni volta infatti che cercavano di alloggiarvi l'immagine della Madonna, questa, miracolosamente, ritornava sull'altra riva del Gave. I pastori allora capirono che Maria voleva una cappella sul luogo esatto del ritrovamento dell'immagine. Fu così che, secondo la tradizione popolare, sorse la prima edicola mariana di Bétharram.
2 .Il secondo miracolo risale al 1616. Alcuni contadini del villaggio di Montaut (vicino a Lestelle) stavano riposandosi dopo una lunga giornata di lavoro nei campi, quando all'improvviso si alzò un vento impetuoso che investì con violenza la collina che sovrasta Bétharram, sulla quale gli abitanti del luogo avevano piantato una grande croce di legno. La violenza del vento fu tale che la croce fu in poco tempo abbattuta. Ma i contadini non ebbero nemmeno il tempo di accorgersi di quello che stava accadendo, perché, pochi istanti dopo essere crollata al suolo, videro la croce alzarsi da sola e circondarsi di una aureola di luce. Sparsa la notizia, nei giorni seguenti una immensa folla di cristiani si recò in processione al santuario di Bétharram per ringraziare Dio dei miracoli compiuti in suo favore.
3. Infine il terzo miracolo, che ha la sua importanza poiché che ha dato il nome a Bétharram. Una fanciulla, attratta da un fiore particolarmente bello sbocciato sulla sponda del fiume Gave, per coglierlo si sporse in avanti e cadde nelle acque vorticose. Le onde stavano per sommergerla quando ella invocò disperatamente la Madonna che si venerava nel Santuario e, all’improvviso, vide davanti a sé un ramo che misteriosamente le veniva teso perché vi si aggrappasse. Così fece e fu salva. Volle quindi donare alla Vergine, in segno di gratitudine, un bel ramo d’oro e così da allora in quel santuario la Madonna fu venerata come la "Vergine di Bétharram". Infatti "Bétharram" nel dialetto locale significa "Bel Ramo".
A questi tre miracoli, attestati anche da autori antichi, la tradizione popolare ne ha aggiunti altri, a volte molto simili tra loro. Uno di questi ce lo riferisce la stessa santa Bernadette Soubirous. Molto contrariata per la forte curiosità che suscitava, la santa un giorno esclamò: "Perché cercate a tutti i costi di vedermi? cosa ho di più degli altri? Il buon Dio si è servito di me così come si è servito dei buoi di Bétharram". Bernadette fa riferimento ad una tradizione secondo la quale alcuni buoi, allontanatisi dal pascolo, furono ritrovati sui bordi del Gave a scavare la terra dalla quale affiorava una statua della Madonna.
Questi «miracoli», al di là della loro autenticità storica, attestano comunque una verità di fondo: Bétharram era un luogo considerato tradizionalmente sacro, che ha visto accrescere la fede e la devozione mariana. Sempre più numerosi erano i pellegrini che giungevano a Bétharram per pregare ed invocare la protezione della Vergine Maria. Fu idea di un prete architetto, don Hubert Charpentier (1565-1650), di creare un ospizio per i pellegrini ed una casa per i cappellani che prestavano il loro servizio nel santuario e facevano opera missionaria in tutta la regione. La cappella primitiva fu così ingrandita, sorse un vero e proprio santuario ed il monastero, che dava alloggio alla Congregazione dei Cappellani di Bétharram; inoltre il Charpentier ebbe l'idea di realizzare una Via Crucis monumentale lungo i fianchi della collina accanto al Santuario.L'insieme di queste opere fece del santuario di Bétharram uno dei più visitati di tutta la Francia, tanto che i secoli XVII-XVIII rappresentano l'epoca d'oro di Bétharram. Nel 1659 san Vincenzo de Paoli arrivava a dire che Bétharram, se non era il secondo, certamente era il terzo santuario più frequentato di tutto il regno di Francia. Ma l'ondata di pellegrini subì un brusco arresto con la fine del XVIII secolo. La rivoluzione francese infatti si abbatterà come un uragano distruggendo le opere di bene, confiscando i beni, sciogliendo la Congregazione dei cappellani. Solo il santuario, grazie al buon senso di qualche rivoluzionario del posto, fu risparmiato dalla distruzione.

6 settembre arriva in serata a Arundy dove alloggia da una vecchia megera con cena a base di zuppa e uova confidando, per la digestione, nel vigore dei propri anticorpi. 7 settembre Passando da Christau arriva a Sarrance comune francese di 233 abitanti situato nel dipartimento dei pirenei atlantici nella regione dell'Aquitania

8 settembre arrivo a Borce,662 mt. sul livello del mare. 9 settembre verso Somport il passo tanto decantato sulle guide si rivela mediocre come piuttosto deludente si rivela il percorso attraverso i Pirenei. All'arrivo a Somport nessun albergo o bar aperto; nonostante la fatica si prosegue verso Canfranc Esacion (Spagna) Pernottamento all'Hotel Villa Anayet, costo camera 25 €.
Da Somport a Jaca
Al passo del Somport comincia l'itinerario aragonese , dove il pellegrino può visitare le rovine dell'antico albergo di Santa Cristina costruito nel secolo XI ed in cui alloggiò il monarca aragonese Sancho Ramírez. Fu famoso nella metà del secolo XII nel libro V del Códex Calixinus come una delle enclavi dell'itinerario del Cammino.Il camminante abbandona questo primo bel paese attraversando i ponti di Santa Cristina e del Ruso e continua il tragitto fino ad arrivare a Los Arañones e poi a Canfranc, il primo paese spagnolo di questo tratto del Cammino. Questa cittadina, nota per la sua stazione dei treni di stile modernista si rimonta al secolo XI e conserva il suo tracciato medievale. Il pellegrino abbandona il paese attraversando un ponte medievale e continua il suo percorso verso Villanúa, dove si trova un ponte che si rimonta al secolo XII, la chiesa di San Estéban (Santo Stefano) -con alcune belle sculture del secolo XV-, la chiesa di San Vicente (S. XII), ed una casa fortificata del secolo XV. Una volta lasciata Villanúa l'itinerario avanza verso Aruej, con una piccola chiesa romanica, Castiello de Jaca, che conserva i resti di un castello, ed infine, dopo aver passato accanto l'eremita di San Cristóbal (San Cristoforo), entra a Jaca, fine della prima tappa del Cammino aragonese. Questa rilevante cittadina fu dichiarato nel 1035 sede del nuovo regno di Aragona dal re Ramiro I. Capitalità che perse dopo la conquista romana nel 1096. C’erano cinque chiese parrocchiali e due alberghi, e fu costruita una Cattedrale. In questa cittadina il pellegrino può visitare la menzionata Cattedrale, uno dei più importanti edifici del romanico maturo della Spagna, ed il Monastero delle Benedettine, dove si conserva il sepolcro dell'infante Doña Sancha, uno dei migliori conservati della penisola iberica, pure del romanico maturo
10 settembre arrivo a Jaca, tappa molto faticosa, pernottamento all'Albergue del Pellegrino.11 settembre in cammino verso Puente la Reina arriva ad Arres comune spagnolo di 58 abitanti situato nella comunità autonoma della Catalogna.12 settembre arrivo ad Artienda e pernottamento presso l' Albergue Pelegrino. 13 settembre da Artienda a Sanguesa. Sangüesa in castigliano e Zangoza in basco, è un comune spagnolo di 4.614 abitanti situato nella comunità autonoma della Navarra. 14 settembre verso Monreal ha piovuto tutto il giorno, si ferma a pernottare a IZCO Albergue del pelegrino.15 settembre Izco - Monreal- Puente La Reina .E' felice per aver percorso 40 Km. una vera sfida con se stesso .
Puente la Reina
Qui si riuniscono i differenti cammini che conducono a Santiago in uno solo: quello francese.
Importante centro medioevale Puente la Reina prende il nome dal ponte sul fiume Arga fatto costruire nel XI secolo dalla sovrana Munia, moglie di Sancho III di Navarra. Il ponte, di stile romanico, rappresenta uno dei migliori esempi di ingegneria medievale. Il paese è nato e cresciuto attorno alla strada principale, calle Mayor, ancora oggi percorsa dai pellegrini, su cui si affacciano palazzi signorili con soffitti a cassettoni. Sono due le chiese da segnalare: una è la chiesa di Santiago el Major con la celebre statua dell’Apostolo popolarmente nota con il nome di “el Beltza”, lignea di stile gotico, l’altra è la Chiesa del Crocefisso, di origine templare passata poi all’ordine degli Ospitalieri di S
an Juan, dove è conservato un crocifisso ligneo del XIV secolo detto “Cristo Renano”.




16 settembre arrivo ad Estrekla; 17 settembre San Soy giornata sotto la pioggia. 18 settembre arrivo a Logrono, comune spagnolo di 133.058 abitanti, capoluogo della comunità autonoma di La Rioja. 19 settembre arrivo a Najera. 20 settembre arrivo a Gragnon e dorme nel suo sacco a pelo nel coro della Chiesa.

Poco prima di arrivare a Grañón il pellegrino si trova con la "Cruz de los Valientes" (Croce dei Coraggiosi), che ricorda lo scenario di un "Giudizio di Dio" tra i rappresentanti di Grañón e Santo Domingo, per il possesso di un pascolo. Vinse la causa Martín García, di Grañón, che d'allora è ricordato come eroe locale.

26 settembre arrivo a Carrion del los Condes.27 settembre San Nicolas Real del Camino Federico incontra i compagni di viaggio perduti il giorno pirma.

28 settembre Sahagun.Con i suoi amici arriva a Leon, ha percorso 700 Km. dall'inizio del viaggo. C'è molto entusiasmo per essere riuscito ad arrivare fin qui, ma il peso dello zaino comincia ad incidere sulla schiena e sulle gambe...comunque l'avventura continua.


30 settembre verso Rabanal. 1 ottobre arrivo a Santa Catalina de Sommezza. il gruppo degli amici si è di nuovo perso per le diverse capacità di resistenza, qualcuno è partito per tornare a casa dove ricominciava il lavoro.A Santiago mancano ancora 300 Km. bisogna arrivare entro il 10 ottobre perchè dal 12 inizia una festa nazionale spagnola (il 12 ottobre è il giorno della "Hispanidad" ) e non esiste più un solo posto dove dormire fino al 16: in questi 4 giorni, infatti, ogni anno moltissimi spagnoli compiono l'ultimo tratto del Cammino.2 ottobre arrivo a Ponteferrada dopo 42 Km.3 ottobre dopo un'intera giornata sotto la pioggia arrivo a Trabadero. 4 ottobre partito da Trabadero si ferma a Cebreiro dove si ferma per il pranzo con " pulpo ". Cebreiro si trova a 1293 metri di altezza in una natura suggestiva, è essenzialmente un luogo di culto e nel Santuario è custodito il "Calice del Milagro" (il Santo Graal galiziano") Il villaggio è caratterizzato dalle “pallozas”, abitazioni di origine celtica, in pietra, di forma ellittica con tetti di paglia. Dopo pranzo si continua per Tricastela continua a piovere e fa freddo.
5ottobre in cammino sotto la pioggia verso Puertomarin.

La conchiglia.
Costituisce il simbolo principale e più conosciuto del cammino.Il motivo va ricercato nei primi secoli del pellegrinaggio. I pellegrini approfittavano della grande disponibilità di questi crostacei sulle coste galiziane e se ne cibavano correntemente, tenendo per ricordo la conchiglia.
C'è anche una leggenda. Teodosio e Attanasio, discepoli di Santiago, portavano il corpo del santo in Galizia; passato lo stretto di Gibilterra, seguirono le coste atlantiche sino a giungere in un luogo chiamato "Bouzas". Stavano celebrando le nozze di una coppia quando il cavallo dello sposo inciampò e cadde in acqua sprofondando immediatamente. La gente già piangeva la loro morte quando sposo e cavallo emersero all'improvviso accanto alla barca che trasportava il corpo del santo. Cavallo e cavaliere uscirono con il corpo interamente tappezzato di conchiglie. I discepoli fecero sapere alla gente che si trattava di un miracolo e che il corpo trasportato era quello di San Giacomo, quello che aveva predicato il vangelo nelle terre di Spagna. Riconoscendo nell'accaduto la benevolenza dell'apostolo si assunse la conchiglia come simbolo del pellegrinaggio.
6 ottobre arrivo a Ligonde. 7 ottobre arrivo a Melide un comune spagnolo di 7.818 abitanti situato nella comunità autonoma della Galizia a circa 60 km dalla città di Santiago di Compostela.
9 ottobre arrivo a Santiago di Compostela e fine del viaggio.