Sassaia e le sue Stelle

Tratto da "la Burch " di Massimo Sella Centro Studi Biellesi 1964

Sassaia frazione di Quittengo si trova in alto verso il confine del bosco, in un'oasi prativa dove la pendenza ha un respiro. Una nitida stradina selciata conduce lassù movendo da presso il ponte del rio Sassaia ,cioè dalla carrozzabile Quittengo-Campiglia,che per essere troppo comoda e pianeggianteci ha valso l'appellativo di strusa sciavatte da Chittènd . E dalla Cappelletta che si trova all'ultima svolta della mulattiera, la Madona ca la varda aprè segue con gli occhi il viandante il quale dopo quell'esame potrà, un centinaio di metri più avanti , entrare in paese.
Sl' Urtùn è l'ingresso del paese, una volta ci abitavano i frati, spariti senza lasciar traccia all'infuori di alcuni segni indecifrabili sopra un rozza pietra incastrata nel muro e forse la denominazione del luogo ," Sul Grande Orto"" probabilmente il loro.
Oggi si può sedere a lungosulla pietra della fontana dell'Urtùn, ascoltare il ciangottio dell'acqua e riposar l'occhio sul vellutello che tinge in verde il ciottolato della piazzetta minuscola e umida come un cortile interno,senza veder passar anima viva.
da "la Burch" 1964
Stelle son chiamate le donne di Sassaia, non in omaggio alla loro bellezza o perchè siano immagginate solitarie lassù sulla montagna verso cui noi dal basso alziamo lo sguardo per vedere le stelle vere, ma perchè lavorano da una stella all'altra si levano con la Stella del mattino e si coricano con la Stella della sera e non cessano mai di lavorare.
da "la Burch" 1964