Sassaia e la Valle del Cervo



Intima tra le rocce erta s'inoltra
la valle che partendo da Sagliano
si snoda in curve ed anse ritornanti
flessuose come collo di gabbiano.
E svolge il suo percorso fra radure
dove le case fanno capannello
per sostenersi vicendevolmente,
mentre armonie di fresche acque di fonte
si elevano fra i massi del torrente.
Qui la gente si scambia le emozioni
che ritmano la vita d'ogni giorno,
ma l'indole piuttosto riservata,
che raramente supera il sorriso,
non concede sovente al forestiero
la chiave di lettura del suo clima.
Temendo forse che la sua presenza
possa turbare il lento, ricorrente,
susseguirsi di eventi noti e ignoti,
si ripara nel suo riconosciuto,
personale rifugio di certezze
che dietro ai vetri celano le veglie.
Gelosa del fruscio del suo torrente,
di abilità di mani e di esperienze
con l'aratro, la gerla e la conocchia,
gelosa di retaggi e di fatiche,
alternate a sapienti abili tocchi
che le mammelle afflosciano man mano
che il latte va a colmare il bianco secchio,
pilsa la valle, tesa a richiamare
storiche intimità di tradizioni:
frugalità, abitudine al risparmio,
rispetto dei valori, sacrificio,
utilità oggettiva d'ogni bene
ritramendato fra generazioni,
amore per il semplice ornamento
ricamato sui capi di corredo
o contenuto in ogni manufatto,
che il tempo, la costanza e la pazienza
hanno forgiato in anni di lavoro.
Nello stretto legame che collega
il pascolo tortuoso recintato
alla casa, alla stalla e alla fontana,
al viottolo che porta dentro al bosco,
l'intensa attività di questa Valle
si svolge tutta qui,
fra profumi di latte e di castagne
dove la gente nella grande chiesa
riconoscente eleva un canto a Dio. Maurizio Russo
La Valle del Cervo è una breve vallata che si insinua per poco più di 20 Km. nel versante padano delle alpi Pennine.E' chiusa in alto da un arco di montagne con altezza media di 2500 mt.slm.(Monte Cresto 2545, Punta Tre Vescovi 2501, Cima Bo 2556) e tra queste cime si aprono i passi che danno accesso pedonale alle vallate confinanti (Colle della Vecchia, Mologna e Croso). Il torrente Cervo che percorre l'intera valle per circa 18 Km.,è il maggior corso d'acqua dell'intero Biellese per estensione del bacino idrografico(Km.62) , nasce dal lago della Vecchia a quota 1858 di origine glaciale. Aspra e severa nella sua parte superiore, l'alta Valle del Cervo è il territorio de "La Bursch" cioè la casa o tana toponimo adottato dai 5 comuni dell'Alta Valle del Cervo: Quittengo, San Paolo Cervo,Campiglia, Rosazza e Piedicavallo.
Il Comune di Quittengo si trova interamente sulla sponda sinistra del torrente Cervo, sul versante che in Valle viene definito "banda sulìa", comprende le frazioni di: Bogna (m. 633), Balma (m. 695) conosciuta per le cave di sienite, Rialmosso (m. 786) con la frazione Canton Thomati, che è un'antica borgata già censita nel XVI secolo con il nome di "Piana dei banditi", Oriomosso (m. 1036) da cui si può ammirare un grandioso panorama di tutta la valle essendo la frazione più alta. Altre frazioni: Albertazzi, Ballada, Roreto, con la stupenda Villa Piatti, dove per 15 estati soggiornò Edmondo De Amocis, Case Romani, Sassaia, Gruppo, Malpensà e Maciotta.Il capoluogo, con la sede municipale e l'oretorio dedicato ai SS. Rocco e Grato, disposto ad arco ed adagiato sul pendio, è diviso in due parti speculari del rio omonimo; presenta antiche pitture murali, un meridiana affrescata e particolari strutturali ed architettonici di interesse documentario.
Il Comune di San Paolo Cervo (m. 795) si trova sulla sponda destra del torrente Cervo, comprende molte borgate comodamente raggiungibili e disposte in prossimità dello stesso anello viario che si richiude sulla strada provinciale Biella-Piedicavallo; solo Riabella è collegata a Balma con una strada autonoma. Le maggiori borgate sono: Piana, Magnani, Driango, Riabella, Bariola, Bele, Mortigliengo, Mazzuccetti e Oretto; quest'ultima è collegata con l'Ospizio di San Giovanni Battista da una comoda mulattiera acciottolata a gradoni .
Il comune di Campiglia Cervo per la posizione baricentrica e le funzioni svolte, da sempre è considerato il centro amministrativo dell'Alta Valle dove, nel 1694, i capi famiglia, in rappresentanza di tutte le borgate e in pubblica assemblea, a seguito dello smembramento del marchesato d'Andorno,elessero i loro rappresentanti in seno al nuovo comune autonomo. Più tardi, nel 1862, furono istituite la Scuole Tecniche Professionali ad indirizzo edile, tra le più importanti del Piemonte e molto frequentate fino alla metà del Nocecento, e, nel 1871 la Società operaia di mutuo soccorso della Valle, che con negozio di alimentari, forno da pane e osteria per quasi ottant'anni fu in grado di calmierare i prezzi dei generi alimentari e di fornire agli associati e ai loro eredi sussidi e provvidenze in caso di malattie, infortuni e decessi. La parrocchia di Campiglia Cervo, con il cimitero, ha una giurisdizione vasta che comprende buona parte dei limitrofi territori di Quittengo e San Paolo Cervo. Le frazioni di Campiglia sono: Valmosca, Forgnengo, Piaro e Gli Ondini.
Il comune di Rosazza, già borgata del comune di Piedicavallo, diventò autonoma amministrativamente soltanto nel 1906, dopo una secolare contesa con il capoluogo. A partire dal 1870 una serie notevole di opere pubbliche e private, finanziate da Federico Rosazza Pistolet, creò i presupposti per questo distacco e favori il raggiungimento dell'obbiettivo desiderato.Nellu'ultimo trentennio dell'Ottocento Rosazza si rinnovò, da centro rurale, con una prevalenza di abitazioni povere e di sentieri sterrati che l'attraversavano, diventò ambito luogo di villeggiatura con edifici ed opere pubbliche ammirati a commentati dalle cronache del tempo, modello e riferimento per altre comunità. Nel comune di Rosazza vi sono le frazioni di Beccara (m.900), Vittone (m.904) e Desate costituita da un gruppo di case a metri 1100.
Il comune di Piedicavallo per altimetria e caratteri dell'insediamento rappresenta il più alpestre dei comuni del Biellese; suddiviso in due borgate, Capoluogo e Montesinaro, ha conservato integro l'impianto urbanistico compatto, addossato alla montagna. E' centro di incontro e di scambio con le popolazioni della Valle di Gressoney e della Valsesia. Solcato da torrenti impetuosi quali il Cervo, la Mologna, il Chobba e il Valdescola, ha subito nel corso dei secoli frequenti alluvioni che hanno causato danni all'abitato e suggerito ai costruttori ponti solidi di ampia luce e molto rilevati rispetto all'alveo.
"Sassaia occupa uno dei pochi spazi liberi dai boschi nel versante maggiormente al sole dell'Alta Valle del Cervo. L'agglomerato urbano composto da una cinquantina di abitazioni, risulta particolarmente compatto ed omogeneo ed è caratterizzato da una forte pendenza."
E' una frazione di Quittengo comune della provincia di Biella, uno dei 5 comuni dell'Alta Valle , abbarbicata tra le rocce della valle del Cervo facilmente raggiungibile in auto dalla panoramica Zegna, e pedonalmente da Campiglia. Presenta un'architettura tradizionale dominata dalla pietra e un impianto urbanistico compatto con vicoli e sottopassi a volta che mantengono continuità nell'edificato e permettono di percorrere la borgata ,pressocchè al coperto, nei periodi di pioggia e di innevamento. Nel periodo invernale è abitata soltanto da poche persone .Rinasce nel periodo estivo per l'arrivo di una trentina di famiglie proprietari delle varie abitazioni verso le quai sono fortemente legati.