San Silvestro I° Papa
A cura di Boffa Pedro Pietro
(gennaio 1993)

 

E' il nostro Patrono di Sassaia che molti anni fa per essere festeggiato il 31 dicembre era di conseguenza considerato l'ultimo santo dell'anno. Da un pò di tempo lo si festeggia però il 15 agosto perchè in paese c'è un pò di gente.
Nel consultare libri autorevoli e dizionari vari, sono venuto a conoscenza che di Papa Silvestro ne abbiamo avuti ben quattro, i primi due morirono da Papa, il terzo venne deposto e l'ultimo eletto addirittura antipapa venne pure esso deposto.
Soffermiamoci subito su Silvestro I°, l'unico santificato, che noi veneriamo come nostro patrono e che fu il più importante oltre ad essere ovviamente il primo Papa a portare quel nome.
Era un romano, figlio di Rufino, ignota la sua data di nascita, se ne hanno sue notizie al tempo delle persecuzioni di Diocleziano, 284-305. Venne eletto il 31 gennaio 314 e morì il 31 dicembre 335, data che coincide con quella della sua festa come Santo. Il suo pontificato svoltosi per quasi 22 anni, ha caratterizzato un'epoca di profonde mutazioni per la chiesa sotto il regno dell'imperatore Costantino il Grande 306-337.
Il primo significativo episodio ebbe luogo quando Costantino convocò il primo sinodo di Orles il 1 agosto 314. Durante i preparativi sedeva ancora sul trono di Pietro il predecessore di Silvestro, papa Milziade, nativo forse dell'Africa, primo papa che potè finalmente constatare, dopo tante persecuzioni, come la chiesa non solo fosse tollerata ma anche fatta segno del benevolo favore dell'impero romano che sotto Massenzio aveva concesso alla chiesa la restituzione del patrimonio ecclesistico, compreso terreni ed edifici a suo tempo confiscati. Dopo il trionfo di Costantino su Massenzio nel 312, accadde che il partito rigorista dell'Africa settentrionale che si oppose al vescovo di Cartagine Ceciliano perchè uno dei suoi consacrati aveva consegnato libri sacri ai persecutori. Elesse Maggiorino antivescovo, presto sostituito da Donato, e si appellò all'imperatore Costantino il quale per la prima volta, incaricò l'allora papa Milziade e ter vescovi della Gallia giudicassero il caso a Roma. Milziade trasformò accortamente questa commossione d'inchiesta governativa in un regolare sinodo ecclesiastico aggiungendo di sua iniziativa quindici vescovi italiani. Il sinodo riunitosi nel palazzo dell'imperatrice Fausta sul monte Celio - il Laterano che diventò residenza papale - giudicò il caso ed il suo verdetto fu a favore di Ceciliano legittimo vescovo di Cartagine e scomunicò Donato. Malgrado alcuni tentativi di compromesso fatti da papa Milziade nei riguardi dei cosidetti donatisti, questi si appellarono nuovamente all'imperatore il quale convocò, come già detto in anteprima, un concilio rappresentativo di tutte le province occidentali per la data del 31 agosto 314 ad Arles. Ma il 10 gennaio moriva papa Milziade e toccò così a Silvestro I° occuparsene inviando in sua vece due sacerdoti e due diaconi, convinto di non potersi allontanare da Roma perchè eletto da pochi mesi. Il sinodo comunicò le sue decisioni a papa Silvestro con una lettera nella quale esprimeva chiaramente il riconoscimento del suo primato sull'occidente e gli chiedeva di far conoscere tali decisioni a tutte le chiese. Per la seconda volta venne convocato un concilio ecumenico sempre su iniziativa dell'imperatore Costantino che si riunì a Nicea, nella Turchia nordoccidentale, nell'estate del 325 che si accordò su una formula di fede che dichiarava il "Figlio uno nella sostanza col Padre" condannando la dottrina di Ario secondo cui Gesù era una semplice creatura inferiore al padre. Costantino elesse certamente alcuni vescovi a suoi consiglieri e con essi concertò la sua politica ecclesiastica, ma Silvestro non fu tra questi, Ebbe tuttavia la gioia di vedere la chiesa, di cui ne era capo, resa ricca e splendida dalle principesche donazioni di Costantino, primo imperatore cristiano; si trattava di grandi chiese come la Basilica Costantiniana - più tardi S. Giovanni in Laterano - con il suo battistero e le Basiliche di S. Pietro e di S. Paolo. Durante il suo pontificato Roma cominciò ad assumere l'aspetto esterno di città cristiana. Morì, come già menzionato, il 31 dicembre 335 e fu sepolto nel cimitero di S. Priscilla sulla via Salaria. Gli successe, ma per pochi mesi, papa Marco - romano - e dopo di lui Giulio 1° anch'esso romano che resse il pontificato dal 337 al 352.